#20Ottobre : Jean-Pierre Melville

Il #20Ottobre di 100 anni fa nasceva JEAN-PIERRE MELVILLE: cineasta francese che nel 1950 firma LES ENFANTS TERRIBLES e senza grandi clamori determina la fine di un’era, l’inizio di quella rinascita che di lì a breve prenderà il nome di NOUVELLE VAGUE.

LE SAMOURAI, 1967
Alain Delon è Le Samourai di Jean-Pierre Melville

Essenziale punto di riferimento per Jean-Luc GODARD, Francois TRUFFAUT e gli altri  giovani che animano la Cinémathèque Française, Jean-Pierre Melville appartiene alla generazione del “cinema dei papà”: eppure è uno dei simboli dell’avanguardia e del nuovo cinema europeo, quello che ha il dovere di travolgere strutture, miti e tradizioni.

Da parte sua Jean-Pierre Melville prosegue la sua vita di regista senza mai formulare teorie né manifesti programmatici: efficiente e discreto, si limita a produrre una serie di titoli che restano fuori dal tempo e dalla storia, immobili nella loro modernità assoluta.

Negli anni ’80 i nastri magnetici di film #cult come FRANK COSTELLO FACCIA D’ANGELO (Le Samourai, 1967), TUTTE LE ORE FERISCONO…L’ULTIMA UCCIDE (Le deuxième souffle, 1966), I SENZA NOME (Le cercle rouge, 1970), NOTTE SULLA CITTA’ (Un flic, 1972) e BOB IL GIOCATORE (Bob Le Flambeur, 1955) arriveranno al celebre commesso di un video-noleggio alla periferia di Los Angeles: Quentin TARANTINO.

RESERVOIR DOGS, meglio noto con il titolo italiano de LE IENE (1991), primo lungometraggio di Tarantino e inizio esplosivo di una nuova rivoluzione, è dichiaratamente ispirato al mito di Melville, intessuto di citazioni, riferimenti e omaggi alla sua filmografia.

Il titolo italiano “Frank Costello Faccia d’angelo” sembra irrimediabilmente datato, ma in fondo basta un fotogramma di Alain Delon nella parte del Samourai per comprendere il linguaggio cinematografico di Melville: autore che nel  2017 è ancora contemporaneo. Un nome che dovremmo imparare a ricordare, cui dobbiamo la nostra visione del thriller, il giallo e il film poliziesco.

 

Marta Zoe Poretti

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