#Manifesto (2017) Chi è Dada? (una #digressione sul nuovo #film di #CateBlanchett)

MANIFESTO, il film che moltiplica l’attrice premio Oscar Cate Blanchett in 13 differenti personaggi, dopo aver conquistato il Sundance Festival arriva finalmente nelle nostre sale.

Nelle giornate del 23, 24 e 25 Ottobre potrete sperimentare un’esperienza cinematografica che davvero non somiglia a nessuna.

La sceneggiatura di questo film quantomai ardito, infatti, è il risultato di decine di manifesti programmatici, redatti dalle avanguardie che hanno cambiato il volto dell’arte contemporanea, del cinema, la cultura e l’immaginario. Verosimilmente, anche le nostre vite.

Prima di proseguire è necessaria una premessa. Bisogna parlare di DADA.

Nel 1916 Tristan Tzara con il suo Manifesto annuncia quello che nella Storia dell’Arte resta il definitivo punto di rottura: mentre infuria la Prima Guerra Mondiale il dominio dell’Arte Moderna è finito, la stagione delle Avanguardie ha dichiarato aperta la caccia. 

Il film di Julian Rosenfeldt e Cate Blanchett riscrive 110 anni di storia, scegliendo come punto di vista la mirabile arte del Manifesto. Strumento letterario anomalo, normalmente destinato alla politica e la guerra, che dopo l’esplosiva apparizione Dada scopre una nuova vocazione: annunciare al mondo le arti del futuro.

Dicevamo, ma chi è Dada?

Per raccontare quest’incredibile “identità collettiva” servirebbero giorni e ore: per questo ci affideremo ai ritratti firmati con grazia da quello che a pieno titolo è il fotografo della rivoluzione: 

MAN RAY

(Emmanuel Rudzitsky. Filadelfia, 27 agosto 1890 – Parigi, 18 novembre 1976)

Nelle sue immagini c’è la nascita della Fotografia del ‘900, quella che sperimenta e definisce nuove tecniche con una curiosità inesauribile, e così varca l’ingresso di musei e gallerie, ne prende possesso, se pur a distanza di un secolo c’è ancora chi dubita si tratti di una forma d’Arte.

Al tempo stesso, la sterminata opera di Man Ray è una sorta di amorevole Album di Famiglia (capace di illustrare Dada Surrealismo e Parigi capitale del XIX e XX secolo). 

Man Ray è Dada e i suoi ritratti, da Tristan Tzara a Marcel Duchamp, poi André Breton e l’intera cerchia che aderisce ai Manifesti del Surrealismo: il poeta Paul Eluard e sua moglie Nush, il giovane regista spagnolo Luis Bunuel e molti altri. Mentre ridefinisce l’arte del ritratto, Man Ray fotografa Jean Concteau, Antonin Artaud, ma soprattutto i grandi amori della sua vita, da Kiki De Montparnasse a Lee Miller.

La fotografia di Man Ray ha anche il merito di immortalare e dare risalto ad una folta schiera di intraprendenti signore: porre al centro dei propri manifesti l’eros e la liberazione femminile, in aperta rottura con la morale e l’ordine costituito, è tra le piùgrandi sfide di Dada e Surrealismo.

E’ davvero una fortuna che MANIFESTO, il nuovo film di Cate Blanchett, riporti alle luci della ribalta un pezzo così essenziale della nostra Storia. Un autentico universo sommerso, che purtroppo sembra sempre più lontano nel tempo. 

Eppurre dobbiamo a Dada e Surrealismo così tante cose. Come potevamo sopravvivere alle scuole dell’infanzia senza il passsatempo del Collage? Ebbene quella rivoluzionaria tecnica di composizione con carta forbici e colla, perfino quella è Dada.

Per una visione alternativa di Dada e Surrealismo, Fluxus e il Situazionismo, arrivando fino al famigerato manifesto Dogme 95, firmato Lars Von Trier e Thomas Vintemberg, l’appuntamento con #MANIFESTO è al cinema dal 23 al 25 Ottobre.

Marta Zoe Poretti

 

#IWonderPictures #Manifesto #CateBlanchett #anteprime

Dada Siegt!

#ManRay #TristanTzara #Dadaismo #arte #avantgarde

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