A CASA TUTTI BENE di Gabriele Muccino. La recensione in anteprima

di Marta Zoe Poretti

14 Febbraio 2018. Non senza una certa ironia, il giorno di San Valentino è anche la data di uscita del nuovo film di Gabriele Muccino: A casa tutti bene, ritratto di famiglia per 20 personaggi.

Fin qui tutto bene: l’allegra brigata dovrà resistere giusto il tempo di festeggiare le nozze d’oro di Pietro e Alba (Ivano Marescotti e Stefania Sandrelli). Dopo qualche ora in una bella casa, su una splendida isola, figli e nipoti potranno tornare al disastro delle loro vite. Ma il mare in tempesta è pronto a sconvolgere i piani: senza traghetti, basterà una sola notte perché segreti, maschere e coperture saltino letteralmente in aria.

Dopo 10 anni e svariate pellicole di produzione USA – da La ricerca della felicità (2006) e Sette anime (2008) con Will Smith, fino al recente Padri e figlie (2015) –  Gabriele Muccino è tornato in Italia, ed è tornato per restare. Un evento così significativo non poteva che essere celebrato da una sfida particolarmente ardita. A casa tutti bene, infatti, non è solo un autentico film corale: è forse la prova più riuscita di tutta la carriera del cineasta romano.

L’esperienza americana lascia visibili le sue tracce: la grande tradizione del multilevel drama, che da Robert Altman, Nashville e America Oggi arriva fino a Magnolia di Paul Thomas Anderson, trova oggi nel cinema di Muccino un equilibrio unico e personale con gli storici riferimenti italiani, su tutti Federico Fellini.

Sandra Milo e Gianmarco Tognazzi (perfetti nei ruoli della vecchia zia terrorizzata dalla morte e del nipote super cafone, ingestibile e causa d’imbarazzo), rappresentano la memoria vivente di quel cinema. E se il figlio Gianmarco citerà esplicitamente Ugo Tognazzi nella parte del Bagini, chiude il cerchio Stefania Sandrelli, che di quel capolavoro dal titolo Io la conoscevo bene (Antonio Pietrangeli, 1965) era la giovane protagonista.

Al netto di qualunque considerazione, c’è un dato oggettivo che fa di A casa tutti bene un’opera decisamente riuscita: l’equilibrio perfetto di 20 storie, dove non esistono personaggi secondari, e nessuna linea narrativa prevale sull’altra.

Forte di un gruppo di attori in stato di grazia, Muccino è il direttore d’orchestra e l’action-painter di un quadro complesso, iperrealista e credibile. L’uomo che dirige la macchina da presa come un rabdomante: magico incantatore capace di condurre la steady-cam, la dinamica dei primi piani e i piani sequenza oltre i limiti estremi; un confine che solo un grande cineasta può varcare.

Con A casa tutti bene, Gabriele Muccino definisce un linguaggio ormai inconfondibile.

In più, insieme al cast, nella conferenza stampa romana ha raccontato un’esperienza collettiva unica nel suo genere, dove il confine tra personaggio e persona si fa più sfumato.

Da Tognazzi e Sandrelli a Sabrina Impacciatore (che partecipa al film anche in veste di sceneggiatrice) non è comune neanche l’entusiasmo, il profondo senso di appartenenza che emerge dalle dichiarazioni di ogni singolo membro della “famiglia” (tra cui Pierfrancesco Favino e Carolina Crescentini, Claudia Gerini e Massimo Ghini, Giampaolo Morelli, Stefano Accorsi,Giulia Michelini, Elena Cucci e Valeria Solarino).

Certo, è più facile credere alla rabbia che esplode tra Carlo e Ginevra (i personaggi di Favino e Carolina Crescentini), allo spesso velo di ipocrisia che tiene insieme la famiglia di Sara e Diego (Sabrina Impacciatore e Giampiero Morelli), che non all’improvviso colpo di fulmine tra Paolo e Isabella (Accorsi ed Elena Cucci), unica vera nota positiva nel ritratto di un naufragio, che coinvolge tutta una serie di amori alla deriva.

Eppure, anche se qualcuno troverà stonata quest’unica e sola nota di speranza, il film sa come colpire al cuore: ad esempio con la coppia Ghini-Gerini, eccezionale nel rappresentare il momenti della malattia, che spezza anche l’equilibrio più felice.

Da oggi, Mercoledì 14 Febbraio A casa tutti bene vi aspetta al cinema.

Difficilmente il ritorno a casa di Gabriele Muccino poteva essere più efficace.

 

#thelovingmemory

#acasatuttibene

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