MARIA MADDALENA di Garth Davis. La recensione in anteprima del film con Rooney Mara e Joaquin Phoenix

di Marta Zoe Poretti

A pochi giorni dalla Domenica di Pasqua, Giovedì 15 Marzo arriva in sala Maria Maddalena: il film che racconta da una prospettiva inedita una tra le figure più enigmatiche e controverse nella storia del cristianesimo.

Per altro, non è questo il dato più significativo del secondo lungometraggio di Garth Davis (già autore nel 2016 di un melodramma di incredibile successo, Lion – La strada verso casa). Chi si aspetta uno scaltro blockbuster, in linea con l’adattamento de Il codice Da Vinci di Ron Howard (2006), o magari con l’esaltazione acritica e la brutalità audiovisiva de La passione di Cristo di Mel Gibson (2014), è destinato a restare totalmente spiazzato.

Maria Maddalena è un film di lunghi silenzi, dove la narrazione è affidata quasi esclusivamente alle immagini, i primi piani che indagano il volto di Rooney Mara e Joaquin Phoenix. Difficile immaginare due interpreti diversi: in un film fatto di sguardi, costruito sull’equilibrio costante tra cinema di poesia e realismo più crudo, i protagonisti diventano l’incarnazione, l’espressione fisica del tormento e della devozione.

Il riferimento del film di Garth Davis è chiaramente Il Vangelo secondo Matteo (1964): ma a differenza del capolavoro di Pier Paolo Pasolini, le poche parole di Gesù di Nazareth e i suoi apostoli non sono tratte dalle sacre scritture. Se l’impianto narrativo è di natura lirica, al contrario i dialoghi sono l’elemento cardine di un realismo scarno, prosaico, perfettamente coerente alla realtà dell’epoca.

Tra i suoi molti pregi, Maria Maddalena è anche un film capace di rappresentare la Galilea, la Palestina e il contesto reale della vita di Cristo: la povertà delle colonie vessate dai Romani, pronti a depredare interi villaggi dei già miseri raccolti. E’ in questo contesto che Maria di Magdala, Pietro e Giuda decideranno di seguire il Cristo: tre discepoli che rappresentano tre interpretazioni della fede diametralmente opposte.

Le parole del profeta sono evocative, ma anche misteriose. Per Giuda (Tahar Rahim), il Regno dei Cieli è la promessa di incontrare di nuovo sua moglie e sua figlia, uccise dalla fame e la carestia. Si tratta essenzialmente di una questione privata, e quando sarà stanco di attendere, crederà di riscuotere la sua promessa consegnando il maestro alla morte. Per Pietro (Chiwetel Ejifor), la rivolta contro i romani è il cuore della questione: la sua è una visione politica, che interpreta nei termini di una ribellione (anche violenta) contro gli oppressori. Fin dal primo momento, entrerà in aperto conflitto con la visione spirituale della Maddalena: il suo Regno dei cieli è infatti inequivocbilmente un progetto di Chiesa sulla terra.

L’ultimo e il prediletto dei discepoli è proprio lei, Maria di Magdala (Rooney Mara): una ragazza che ha il coraggio di sfidare i pregiudizi di tutti (discepoli compresi), in un contesto dove alle donne non è concessa la benché minima libertà individuale.

Il film di Garth Davis riflette le dichiarazioni di Papa Francesco, che nel 2016 ha messo ufficialmente fine a secoli di ambiguità e mistificazioni, descrivendo Maria Maddalena come un apostolo, nonché la prima testimone della resurrezione. Non una prostituta redenta, meno che mai una moglie o un’amante: quella di Maria è la figura di una giovane donna di grande coraggio, capace di sfidare ogni convenzione, rifiutare l’inevitabile matrimonio combinato, abbandonare la famiglia e seguire il profeta e i suoi discepoli. La sua visione della fede, fatta di amore e totale devozione all’altro, ne farà “l’apostola degli apostoli”: una figura rivoluzionaria, scomoda anche a secoli di distanza, icona di una femminilità ribelle e folle, che rifiuta di sottomettersi a ricatti e doveri.

In modo davvero sorprendente, il lirismo delle immagini e l’umanità degli interpreti fanno di Maria Maddalena un film contemporaneo, intenso e sottile, capace di emozionare a prescindere dal credo, anche da una prospettiva estranea a qualunque appartenenza religiosa: una delle novità più interessanti di questa stagione cinematografica.

#thelovingmemory

 

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