La recensione in anteprima di READY PLAYER ONE. Quando gioca Spielberg, non ce n’è per nessuno.

di Marta Zoe Poretti

La novità più attesa della settimana è senz’ombra di dubbio Ready Player One: il film che segna il ritorno di Steven Spielberg alla fantascienza e l’intrattenimento puro.

Non poteva che essere Spielberg a dirigere l’adattamento cinematografico del bestseller di Ernest Cline. Ready Player One è infatti un sontuoso, debordante mash-up della cultura Pop degli anni ’80: una storia dove presente, passato e futuro si fondono in un’epica battaglia, nel nome della più sacra tra le libertà, quella dell’immaginazione.

Siamo nel 2045: l’umanità del futuro è duramente provata da crisi economica, rivolte e carestie. Ammassate in sterminate periferie di baracche e rottami, le persone sopravvivono a una realtà decisamente ostile grazie al videogioco che ha cambiato il mondo: Oasis.

Quello di è Oasis è un autentico universo parallelo, dove la vita può ancora essere splendida e avvincente. Il suo inventore, John Hallyday (Mark Rylance), è venerato come un dio. Di certo, è il nume tutelare e l’unico punto di riferimento per Wade Watts (Tye Sheridan): rimasto presto orfano dei genitori, costretto a vivere in condizioni decisamente precarie, nel mondo di Oasis il ragazzo diventa Perzival, eroe senza macchia e senza paura.

Alla sua morte, Halliday ha lanciato la più grande delle sfide: chi riuscirà a conquistare le 3 chiavi e accedere al mitico Easter Egg prenderà il totale controllo di Oasis, ereditando anche un’immensa fortuna.

L’umanità intera è impegnata in questa rocambolesca caccia al tesoro, ma negli ultimi 7 anni nessuno ha trovato una sola chiave. Naturalmente, vincere è anche l’obiettivo di una potente multinazionale: La IOI, diretta dal perfido Sorrento (Ben Mendelshon), vecchio assistente che non ha mai conquistato la fiducia Halliday. Sorrento ha già ridotto in schiavitù un vero e proprio esercito di player: se vincessero, il mondo di Oasis non sarebbe mai più lo stesso.

Nella lunga strada verso la vittoria, il solitario Perzival/Wade Watts troverà l’aiuto di preziosi alleati (gli “Altissimi Cinque”), tra cui l’intrepida Art3mis / Samantha (Olivia Cooke), un incontro che costringerà Wade a raccogliere la più terrorizzante delle sfide: quella dell’amore.

Ready Player One è una grande giostra, ma anche un viaggio di formazione, una storia di rinascita e riscatto e un film sulla scoperta dei sentimenti più veri. Soprattutto, è la grandiosa celebrazione di come l’immaginazione possa salvare una vita: in pratica, la quintessenza del cinema di Steven Spielberg.

Da notare che il cineasta di E.T. L’extraterrestre, Indiana Jones e Jurassic Park è riuscito in un’impresa che ha del miracoloso: non citare mai se stesso. Eppure, con Ready Player One, Spielberg ha realizzato il perfetto sussidiario degli anni ’80, attraversando una folla di icone, immagini e suoni, senza perdere stupore e spirito che sono il cuore della sua poetica: quelli di un ragazzo innamorato del cinema.

Per affiancato nell’impresa, Spielberg ha scelto due storici collaboratori: il montatore Micheal Kahn e il direttore della fotografia Janusz Kaminski, entrambi premiati con l’Oscar per Schindler’s List (1993) e Salvate il Soldato Ryan (1998). Un mito in carne e ossa è il garante della colonna sonora: Alan Silvestri, già al fianco di Robert Zemeckis per Ritorno al futuro (1985) e Chi ha incastrato Roger Rabbit? (1988); premio Oscar per Forrest Gump (1995)

Il risultato è esattamente quello che vi aspettate: impeccabile, perfetto, per 2 ore di piacere puro.

 

 

Ready Player One vi aspetta al cinema da Mercoledì 28 Marzo grazie a Warner Bros.

#thelovingmemory

#ReadyPlayerOneIT

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