LA STANZA DELLE MERAVIGLIE. La recensione in anteprima del film di Todd Haynes con Julianne Moore

di Marta Zoe Poretti

Tra le novità al cinema da Giovedì 14 Giugno anche La stanza delle meraviglie: adattamento cinematografico del bestseller di Brian Selznick. L’autore de La straordinaria avventura di Hugo Cabret (divento un film pluri premio Oscar grazie a Martin Scorsese) firma anche la sceneggiatura di questo nuovo viaggio di formazione, visto, raccontato e sentito dal punto di vista di due bambini. E in questo caso punto di vista non è semplicemente una formula letteraria: i protagonisti de La stanza delle meraviglie, infatti, sono due piccoli non udenti, che non conoscono ancora il linguaggio dei segni, eppure non hanno alcun timore, quando decidono di partire alla scoperta di un mondo tanto attraente quanto ostile.

Due ragazzini, New York e due epoche lontane: per interpretare un racconto fatto più di immagini che di parole non poteva esserci regista migliore di Todd Haynes. Il cineasta di Velvet Goldmine (1998) Lontano dal paradiso (2002) Io non sono qui (2007) e Carol (2015) è un autentico maestro, quando si tratta di scardinare ogni riferimento nello spazio e nel tempo, accompagnando lo spettatore attraverso storie e decenni diversi, seguendo solo il filo incantato di una sottile alterazione iperrealista.

Non fa eccezione La stanza delle meraviglie: il viaggio di Rose (Millicent Simmons) inizia nel 1927, quello di Ben (Oakes Fegley) nel 1977, esattamente 50 anni dopo. Rose è nata sorda, Ben resta vittima di un incidente poco dopo la morte di sua madre Elaine (Michelle Williams). Entrambi sopravvivono a una realtà difficile attraverso i loro sogni. Sogni che diventano progetti: Rose vuole incontrare una stella del cinema muto, Lillian Mayhew (Julianne Moore), mentre Ben possiede il vecchio segnalibro di una libreria di New York, unico indizio che sembra ricondurre al papà che non ha mai conosciuto. Manhattan, la Grande Mela, per entrambi i ragazzi è la stella polare: il luogo magico dove un futuro diverso e una vita migliore possono diventare realtà.

Brian Selznick e Todd Haynes scelgono di portare Wonderstruck – La stanza delle meraviglie su grande schermo attraverso la formula del racconto per immagini, dove la parola e il dialogo svolgono un ruolo del tutto marginale. Al posto delle parole, Haynes tesse le fila del racconto utilizzando tutte le potenzialità espressive della musica: Space Oddity di David Bowie diventa così la perfetta emanazione dei desideri di un bambino, pronto anche a sfidare l’ignoto pur di conoscere la misteriosa identità di suo padre, e così forse se stesso, il suo posto nel mondo.

Il bianco e nero e il colore separano nettamente gli anni ’20 dagli anni ’70, finché due dimensioni così distanti arrivano finalmente a collidere, svelando il senso di questa moderna fiaba.

Tutto perfetto? Forse no. La sceneggiatura scritta da Brian Selznick non è immune da qualche incongruenza e stranezza narrativa, mentre il film prodotto da Amazon Studios sembra destinato essenzialmente ad un pubblico di bambini e adolescenti, più che ai cinici ed esigenti adulti (che potrebbero avere qualche difficoltà con i suoi quasi 120 minuti.

Ma se parliamo di cinema per ragazzi, La stanza delle meraviglie di Todd Haynes è decisamente un film da non perdere: una mirabile introduzione alle meraviglie del cinema muto, alla magia conservata gelosamente tra le pareti dei musei, nonché alle grandi avenues di Manhattan, metropoli cinematografica per eccellenza. Più oltre, La stanza delle meraviglie è un’opera di straordinaria sensibilità, capace di illustrare sensazioni, paure e dispiaceri di un bambino che scopre la vita senza potersi affidare all’udito. Una vera celebrazione della diversità, del coraggio e del ruolo chiave svolto dall’amicizia: il vero ingrediente magico, capace di cambiare tutto in un instante.

Il film è anche l’occasione per scoprire la primissima prova d’attrice di Millicent Simmonds, che avevamo già apprezzato nell’horror A quiet  place – Un posto tranquillo di John Krasinski: un’interprete tanto giovane quanto promettente, in grado di stare al fianco a Julianne Moore, che per questa nuova collaborazione con Todd Haynes si sdoppia in due ruoli diversi, speculari e ovviamente stupefacenti.

 

La stanza delle meraviglie di Todd Haynes vi aspetta al cinema da Giovedì 14 Giugno grazie a 01Distribution

#thelovingmemory

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