#RFF12 #RomaFilmFestival: arriva LOGAN LUCKY di STEVEN #SODERBERGH

Festa del Cinema di Roma
#1Novembre con STEVEN SODERBERGH
L’autore della saga Ocean’s Eleven (2001-2007), di Erin Brokovitch – Forte come la verità (2000) ma anche di quella meraviglia che è Sesso, bugie e videotape (1989) ha scelto il #RomaFilmFest per l’anteprima italiana del suo nuovo film: LOGAN LUCKY.

Come da tradizione la storia di una rapina e la sua rocambolesca progettazione è affidata  a un cast d’eccezione: Adam Driver (protagonista della serie HBO Girls, quindi di Star Wars – Il risveglio della forza), Channing Tatum (attore-feticcio di Soderbergh, da Knokout a Magic Mike), uno splendido James Bond in versione bionda ossigenata, alias Daniel Craig; e tutti gli altri essenziali interpreti di un racconto corale, dove nessun personaggio è secondario.

LOgan LUcky (poster)
#MZP ❤ #RFF12

(*immagine da PINTEREST)

#Halloween 2017: MARTIN, GEORGE A. ROMERO (1976) #thelovingmemory

HORROR NIGHT 2017 @thelovingmemory.org

(ENG) To celebrate Halloween in the bizarre year of 2017 our  choice can only be GEORGE A. ROMERO’s MARTIN.

Released in 1976, starring the young John Amplas as a troubled tenenage vampire (torn between his twisted imagination and a desolate sad reality) this movie is a pure #hiddentreasure in Romero’s filmography.

George A. Romero left us on July the 16th, after a life dedicated to Cinema.

Don’t miss MARTIN, not a blockbuster yet a masterpiece from the author of The Night of the Living Dead (1968).

Here’s the original Trailer and a free full streaming of George A. Romero’s Martin on YOU TUBE:

 

(IT) Per la notte di Halloween 2017 la scelta di THE LOVING MEMORY non può che essere WAMPYR (MARTIN) di GEORGE A. ROMERO (1976). Protagonista John Amplas nella parte di un giovane vapiro, diviso tra la la sua immaginazione distorta e una Realtà  troppo triste per essere vissuta.

George A. Romero, autore de La notte dei morti viventi (1968), ci ha lasciato il 16 Luglio di quest’anno dopo una vita dedicata al Cinema.

Nei link di questo articolo troverete il TRAILER ORIGINALE del 1976 ed il FILM COMPLETO (in lingua inglese, senza sottotitoli), disponibile gratuitamente in streaming su YOU TUBE.

#enjoy

Marta Zoe Poretti

#MZP ❤ #Halloween

#RFF12 #RomeFilmFest (ENG) THE PARTY – A COMEDY OF TRAGIC PROPORTIONS

My #instantcrush for the second day at ROME FILM FEST is SALLY POTTER’s black and white jewel: THE PARTY – A COMEDY OF TRAGIC PROPORTIONS

starring:

KRISTIN SCOTT THOMAS, TIMOTHY SPALL, PATRICIA CLARKSON, BRUNO GANZ, CILLIAN MURPHY, CHERRY JONES and EMILY MORTIMER.

Here’s the Official #Trailer:

 

The film is expected in theaters on October the 13th for UK

In Italy we’ll have to wait until January

Don’t miss this gem of pure Humour Noir and British Cinema 

 

Marta Zoe Poretti

#MZP ❤ #RFF12

#PaulThomasAnderson : il primo trailer di #PhantomThread

Il nuovo #film di PAUL THOMAS ANDERSON si intitola PHANTOM THREAD.

L’ottava pellicola scritta e diretta da P.T. Anderson è anche l’ultima della carriera di DANIEL DAY LEWIS: l’attore irlanedese (indimenticabile protagonista de L’età dell’innocenza e Gangs of New York di Martin Scorsese; Nel nome del padre e Il mio piede sinistro di Jim Sheridan, interpretazione che nel 1989 è premiata con l’Oscar) aveva già annunciato il suo addio alle scene.

Dal canto suo PTA, enfant prodige della Valley, già autore di Hard Eight (Sidney, 1996), BOOGIE NIGHTS (L’altra Hollywood, 1997), MAGNOLIA (2000), Punch-drunk Love (UBRIACO D’AMORE, 2003), There will be blood (IL PETROLIERE, 2007), THE MASTER (2012) e Inherent Vice (VIZIO DI FORMA, 2014) ha finalmente rivelato #trailer e #sinossi della sua ultima creatura.

Dopo il video di DAYDREAMING prosegue anche la collaborazione tra P.T. Anderson e la band dei RADIOHEAD: Johnny Greenwood è infatti autore della colonna sonora di #PhantomThread.

Sul sito CIGARETTES & RED VINES – THE DEFINITIVE PAUL THOMAS ANDERSON tutti i dettagli: cigsandredvines.blogspot.it

 

Marta Zoe Poretti

MZP<3 PTA

#Manifesto (2017) Chi è Dada? (una #digressione sul nuovo #film di #CateBlanchett)

MANIFESTO, il film che moltiplica l’attrice premio Oscar Cate Blanchett in 13 differenti personaggi, dopo aver conquistato il Sundance Festival arriva finalmente nelle nostre sale.

Nelle giornate del 23, 24 e 25 Ottobre potrete sperimentare un’esperienza cinematografica che davvero non somiglia a nessuna.

La sceneggiatura di questo film quantomai ardito, infatti, è il risultato di decine di manifesti programmatici, redatti dalle avanguardie che hanno cambiato il volto dell’arte contemporanea, del cinema, la cultura e l’immaginario. Verosimilmente, anche le nostre vite.

Prima di proseguire è necessaria una premessa. Bisogna parlare di DADA.

Nel 1916 Tristan Tzara con il suo Manifesto annuncia quello che nella Storia dell’Arte resta il definitivo punto di rottura: mentre infuria la Prima Guerra Mondiale il dominio dell’Arte Moderna è finito, la stagione delle Avanguardie ha dichiarato aperta la caccia. 

Il film di Julian Rosenfeldt e Cate Blanchett riscrive 110 anni di storia, scegliendo come punto di vista la mirabile arte del Manifesto. Strumento letterario anomalo, normalmente destinato alla politica e la guerra, che dopo l’esplosiva apparizione Dada scopre una nuova vocazione: annunciare al mondo le arti del futuro.

Dicevamo, ma chi è Dada?

Per raccontare quest’incredibile “identità collettiva” servirebbero giorni e ore: per questo ci affideremo ai ritratti firmati con grazia da quello che a pieno titolo è il fotografo della rivoluzione: 

MAN RAY

(Emmanuel Rudzitsky. Filadelfia, 27 agosto 1890 – Parigi, 18 novembre 1976)

Nelle sue immagini c’è la nascita della Fotografia del ‘900, quella che sperimenta e definisce nuove tecniche con una curiosità inesauribile, e così varca l’ingresso di musei e gallerie, ne prende possesso, se pur a distanza di un secolo c’è ancora chi dubita si tratti di una forma d’Arte.

Al tempo stesso, la sterminata opera di Man Ray è una sorta di amorevole Album di Famiglia (capace di illustrare Dada Surrealismo e Parigi capitale del XIX e XX secolo). 

Man Ray è Dada e i suoi ritratti, da Tristan Tzara a Marcel Duchamp, poi André Breton e l’intera cerchia che aderisce ai Manifesti del Surrealismo: il poeta Paul Eluard e sua moglie Nush, il giovane regista spagnolo Luis Bunuel e molti altri. Mentre ridefinisce l’arte del ritratto, Man Ray fotografa Jean Concteau, Antonin Artaud, ma soprattutto i grandi amori della sua vita, da Kiki De Montparnasse a Lee Miller.

La fotografia di Man Ray ha anche il merito di immortalare e dare risalto ad una folta schiera di intraprendenti signore: porre al centro dei propri manifesti l’eros e la liberazione femminile, in aperta rottura con la morale e l’ordine costituito, è tra le piùgrandi sfide di Dada e Surrealismo.

E’ davvero una fortuna che MANIFESTO, il nuovo film di Cate Blanchett, riporti alle luci della ribalta un pezzo così essenziale della nostra Storia. Un autentico universo sommerso, che purtroppo sembra sempre più lontano nel tempo. 

Eppurre dobbiamo a Dada e Surrealismo così tante cose. Come potevamo sopravvivere alle scuole dell’infanzia senza il passsatempo del Collage? Ebbene quella rivoluzionaria tecnica di composizione con carta forbici e colla, perfino quella è Dada.

Per una visione alternativa di Dada e Surrealismo, Fluxus e il Situazionismo, arrivando fino al famigerato manifesto Dogme 95, firmato Lars Von Trier e Thomas Vintemberg, l’appuntamento con #MANIFESTO è al cinema dal 23 al 25 Ottobre.

Marta Zoe Poretti

 

#IWonderPictures #Manifesto #CateBlanchett #anteprime

Dada Siegt!

#ManRay #TristanTzara #Dadaismo #arte #avantgarde

#20Ottobre : Jean-Pierre Melville

Il #20Ottobre di 100 anni fa nasceva JEAN-PIERRE MELVILLE: cineasta francese che nel 1950 firma LES ENFANTS TERRIBLES e senza grandi clamori determina la fine di un’era, l’inizio di quella rinascita che di lì a breve prenderà il nome di NOUVELLE VAGUE.

LE SAMOURAI, 1967
Alain Delon è Le Samourai di Jean-Pierre Melville

Essenziale punto di riferimento per Jean-Luc GODARD, Francois TRUFFAUT e gli altri  giovani che animano la Cinémathèque Française, Jean-Pierre Melville appartiene alla generazione del “cinema dei papà”: eppure è uno dei simboli dell’avanguardia e del nuovo cinema europeo, quello che ha il dovere di travolgere strutture, miti e tradizioni.

Da parte sua Jean-Pierre Melville prosegue la sua vita di regista senza mai formulare teorie né manifesti programmatici: efficiente e discreto, si limita a produrre una serie di titoli che restano fuori dal tempo e dalla storia, immobili nella loro modernità assoluta.

Negli anni ’80 i nastri magnetici di film #cult come FRANK COSTELLO FACCIA D’ANGELO (Le Samourai, 1967), TUTTE LE ORE FERISCONO…L’ULTIMA UCCIDE (Le deuxième souffle, 1966), I SENZA NOME (Le cercle rouge, 1970), NOTTE SULLA CITTA’ (Un flic, 1972) e BOB IL GIOCATORE (Bob Le Flambeur, 1955) arriveranno al celebre commesso di un video-noleggio alla periferia di Los Angeles: Quentin TARANTINO.

RESERVOIR DOGS, meglio noto con il titolo italiano de LE IENE (1991), primo lungometraggio di Tarantino e inizio esplosivo di una nuova rivoluzione, è dichiaratamente ispirato al mito di Melville, intessuto di citazioni, riferimenti e omaggi alla sua filmografia.

Il titolo italiano “Frank Costello Faccia d’angelo” sembra irrimediabilmente datato, ma in fondo basta un fotogramma di Alain Delon nella parte del Samourai per comprendere il linguaggio cinematografico di Melville: autore che nel  2017 è ancora contemporaneo. Un nome che dovremmo imparare a ricordare, cui dobbiamo la nostra visione del thriller, il giallo e il film poliziesco.

 

Marta Zoe Poretti

#RIP #UmbertoLenzi

Addio a Umberto Lenzi, padre fondatore del più #stracult tra i generi: IL POLIZIOTTESCO ALL’ITALIANA.

Cineasta di fama internazionale (e grande punto di riferimento nell’immaginario postmodern di Quentin Tarantino) Umberto Lenzi ha attraversato gli anni ’70 e ’80 del ‘900 con una serie di intuizioni folgoranti: sua l’idea di Thomas Milian nei panni del Commissario Monnezza; suoi Thriller intessuti di erotismo e perversioni, classici Horror e molte altre pellicole, capaci di ispirare generazioni di giovani cinefili.

 

L’approfondimento di Repubblica.it: http://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2017/10/19/news/morto_umberto_lenzi-178712510/

#mzp

 

#2 Bedtime Stories : #BladeRunner2049

I just saw #BladeRunner2049… twice. First Sunday, second time tonight in Rome’s Warner Village “Parco De Medici”. By the way: their leather armchairs are luscious.

Ok: I think that’s the shortest review I have written in my entire life. Because the review is: I wanted it again. I wanted to see the movie twice in three days. And I still don’t feel good enough to describe what I saw.

I already wrote a couple of articles in the last two years, following the news about the sequel of Blade Runner, its production, trailers teasers and any media appeared on the net. I had a strong sensation: Ridley Scott knew how and when to film the second chapter of his masterpiece. The film he had to fight for: the battle for Blade Runner director’s cut is legendary, is another mith in History of Cinema, beside the mith of Blade Runner itself.

#BladeRunner2049 is the sci-fi delight I was wondering about. And more: my imagination wasn’t good enough to guess how perfect this film is.

I still need time to write. Tonight my review is: I want to see it again. Look for other details. And again.

#mzp

#cinema #filmlovers

***For the italian article published in January please visit: Portfolio

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