#21Novembre: il nuovo #video di #Bjork è #Blissing Me

Il 21 Novembre è il compleanno dell’artista e performer islandese nota come BJORK.

Alla fine di questa settimana, Venerdì 24 Novembre, è prevista anche l’uscita del suo nuovo album in studio: UTOPIA.

Il nuovo singolo prende il nome di BLISSING ME

Come da tradizione, il video è una sorpresa ipnotica da cui sembra impossibile staccare gli occhi. 

La storia dei videoclip di Bjork è una sorta di universo parallelo: un capitolo a parte nella sua discografia, dove trovano spazio i più importanti filmaker del nostro tempo: autori del calibro di Michel Gondry, Spike Jonze, Chris Cunningham, Harmony Korine. Senza contare l’ex marito di Bjork, Matthew Barney (regista controverso e radicale come nessuno, se ci riferiamo alla cinematografia dei primi anni 2000).  A lui si aggiungerà un’autentica collezione dei più influenti video artisti contemporanei: ma solo e rigorosamente i più estremi, quelli che dall’avvento delle tecnologie digitali hanno scelto di addentrarsi nelle sperimentazioni più radicali.

Con il 2017 nella galleria di Bjork, perfetta quadratura del cerchio tra installazione, video arte e videoclip musicale, troviamo anche il celebre fotografo Tim Walker ed Emma Dalzell, autori del nuovo singolo Blissing Me.

Per questa e altre delizie non possiamo che rimandarvi al canale Youtube: http://bit.ly/2iDM0Ms

 

Qui troverete disposti con cura tutti i video dagli anni ’90 ad oggi.

Prima di immergersi, è consigliato un respiro profondo.

Marta Zoe Poretti

#MZP ❤ #Bjork

#10Novembre : nasceva oggi HEDY LAMARR, la #diva di #Hollywood che ha inventato il #wifi.

#10Novembre : tanti auguri #HedyLamarr.

Nata nel 1914 a Vienna, Hedwig Kiesler prende il nome di Hedy Lamarr e diviene presto una stella di Hollywood: la sua bellezza quasi irreale è protagonista del primo nudo integrale nella Storia del Cinema (il film è Ecstasy di Gustav Machatý, 1933).

Presto disgustata dalla pochezza dello showbiz, Hedy diventa anche una donna di scienza, contribuendo in modo determinante alla vittoria dell’esercito Alleato: nel 1942 brevetta con George Antheil un sistema di comunicazione criptato, destinato alla marina militare.
Le intuizioni di Hedy Lamarr sullo #spreadspectrum non sono altro che gli antenati di quello che oggi chiamiamo: #WIFI#reti#wireless#Bluetooth e #GPS.

Hedy morirà in Florida nel 2000, dopo aver sposato e congedato 6 mariti, vissuto pessime o mirabolanti avventure; comunque riconosciuta come una tra le più insolite, stupefacenti icone del ‘900.

 

Marta Zoe Poretti

#MZP #thelovingmemory

"I can excuse everything but boredom. 
Boring people don't have to stay that way."

Posso scusare tutto tranne la noia. 
La gente noiosa non è obbligata a non cambiare.

HEDY LAMARR

*Per ulteriori storie: http://it.wikipedia.org/wiki/Hedy_Lamarr 

Immagini da Pinterest 

#Banksy #quotes @therealbanksy

“Our generation thinks it’s COOL NOT TO CARE. It’s not.

Effort is cool. Caring is cool. Staying loyal is cool. Try it out.”

“La nostra generazione è convinta che il menefreghismo sia il massimo. Non è così. L’impegno è il massimo. Tenerci è il massimo. Essere leali è il massimo. Fate una prova.”

Bansky @MocoMuseum Amsterdam 1 - 1

Ph. @martazoeporetti BANKSY “Laugh now” exibition #MocoMuseum #Amsterdam

#23Ottobre Happy bday #EmiliaClarke

#23Ottobre Buon compleanno #EmiliaClarke.  Ovvero #Daenerys Targaryen: Nata dalla tempesta, prima del suo nome, regina degli Andali, dei Rhoynar e dei Primi Uomini, signora dei Sette Regni, protettrice del Regno, principessa di Roccia del Drago, Khaleesi del Grande Mare d’Erba, la Non-bruciata, Madre dei Draghi, regina di Meereen e Distruttrice di catene.

Auguri Khaleesi per i tuoi 31 anni 😉

#GoT #GameofThrones

 

*Immagini @Pinterest

#Manifesto (2017) Chi è Dada? (una #digressione sul nuovo #film di #CateBlanchett)

MANIFESTO, il film che moltiplica l’attrice premio Oscar Cate Blanchett in 13 differenti personaggi, dopo aver conquistato il Sundance Festival arriva finalmente nelle nostre sale.

Nelle giornate del 23, 24 e 25 Ottobre potrete sperimentare un’esperienza cinematografica che davvero non somiglia a nessuna.

La sceneggiatura di questo film quantomai ardito, infatti, è il risultato di decine di manifesti programmatici, redatti dalle avanguardie che hanno cambiato il volto dell’arte contemporanea, del cinema, la cultura e l’immaginario. Verosimilmente, anche le nostre vite.

Prima di proseguire è necessaria una premessa. Bisogna parlare di DADA.

Nel 1916 Tristan Tzara con il suo Manifesto annuncia quello che nella Storia dell’Arte resta il definitivo punto di rottura: mentre infuria la Prima Guerra Mondiale il dominio dell’Arte Moderna è finito, la stagione delle Avanguardie ha dichiarato aperta la caccia. 

Il film di Julian Rosenfeldt e Cate Blanchett riscrive 110 anni di storia, scegliendo come punto di vista la mirabile arte del Manifesto. Strumento letterario anomalo, normalmente destinato alla politica e la guerra, che dopo l’esplosiva apparizione Dada scopre una nuova vocazione: annunciare al mondo le arti del futuro.

Dicevamo, ma chi è Dada?

Per raccontare quest’incredibile “identità collettiva” servirebbero giorni e ore: per questo ci affideremo ai ritratti firmati con grazia da quello che a pieno titolo è il fotografo della rivoluzione: 

MAN RAY

(Emmanuel Rudzitsky. Filadelfia, 27 agosto 1890 – Parigi, 18 novembre 1976)

Nelle sue immagini c’è la nascita della Fotografia del ‘900, quella che sperimenta e definisce nuove tecniche con una curiosità inesauribile, e così varca l’ingresso di musei e gallerie, ne prende possesso, se pur a distanza di un secolo c’è ancora chi dubita si tratti di una forma d’Arte.

Al tempo stesso, la sterminata opera di Man Ray è una sorta di amorevole Album di Famiglia (capace di illustrare Dada Surrealismo e Parigi capitale del XIX e XX secolo). 

Man Ray è Dada e i suoi ritratti, da Tristan Tzara a Marcel Duchamp, poi André Breton e l’intera cerchia che aderisce ai Manifesti del Surrealismo: il poeta Paul Eluard e sua moglie Nush, il giovane regista spagnolo Luis Bunuel e molti altri. Mentre ridefinisce l’arte del ritratto, Man Ray fotografa Jean Concteau, Antonin Artaud, ma soprattutto i grandi amori della sua vita, da Kiki De Montparnasse a Lee Miller.

La fotografia di Man Ray ha anche il merito di immortalare e dare risalto ad una folta schiera di intraprendenti signore: porre al centro dei propri manifesti l’eros e la liberazione femminile, in aperta rottura con la morale e l’ordine costituito, è tra le piùgrandi sfide di Dada e Surrealismo.

E’ davvero una fortuna che MANIFESTO, il nuovo film di Cate Blanchett, riporti alle luci della ribalta un pezzo così essenziale della nostra Storia. Un autentico universo sommerso, che purtroppo sembra sempre più lontano nel tempo. 

Eppurre dobbiamo a Dada e Surrealismo così tante cose. Come potevamo sopravvivere alle scuole dell’infanzia senza il passsatempo del Collage? Ebbene quella rivoluzionaria tecnica di composizione con carta forbici e colla, perfino quella è Dada.

Per una visione alternativa di Dada e Surrealismo, Fluxus e il Situazionismo, arrivando fino al famigerato manifesto Dogme 95, firmato Lars Von Trier e Thomas Vintemberg, l’appuntamento con #MANIFESTO è al cinema dal 23 al 25 Ottobre.

Marta Zoe Poretti

 

#IWonderPictures #Manifesto #CateBlanchett #anteprime

Dada Siegt!

#ManRay #TristanTzara #Dadaismo #arte #avantgarde

#20Ottobre : Jean-Pierre Melville

Il #20Ottobre di 100 anni fa nasceva JEAN-PIERRE MELVILLE: cineasta francese che nel 1950 firma LES ENFANTS TERRIBLES e senza grandi clamori determina la fine di un’era, l’inizio di quella rinascita che di lì a breve prenderà il nome di NOUVELLE VAGUE.

LE SAMOURAI, 1967
Alain Delon è Le Samourai di Jean-Pierre Melville

Essenziale punto di riferimento per Jean-Luc GODARD, Francois TRUFFAUT e gli altri  giovani che animano la Cinémathèque Française, Jean-Pierre Melville appartiene alla generazione del “cinema dei papà”: eppure è uno dei simboli dell’avanguardia e del nuovo cinema europeo, quello che ha il dovere di travolgere strutture, miti e tradizioni.

Da parte sua Jean-Pierre Melville prosegue la sua vita di regista senza mai formulare teorie né manifesti programmatici: efficiente e discreto, si limita a produrre una serie di titoli che restano fuori dal tempo e dalla storia, immobili nella loro modernità assoluta.

Negli anni ’80 i nastri magnetici di film #cult come FRANK COSTELLO FACCIA D’ANGELO (Le Samourai, 1967), TUTTE LE ORE FERISCONO…L’ULTIMA UCCIDE (Le deuxième souffle, 1966), I SENZA NOME (Le cercle rouge, 1970), NOTTE SULLA CITTA’ (Un flic, 1972) e BOB IL GIOCATORE (Bob Le Flambeur, 1955) arriveranno al celebre commesso di un video-noleggio alla periferia di Los Angeles: Quentin TARANTINO.

RESERVOIR DOGS, meglio noto con il titolo italiano de LE IENE (1991), primo lungometraggio di Tarantino e inizio esplosivo di una nuova rivoluzione, è dichiaratamente ispirato al mito di Melville, intessuto di citazioni, riferimenti e omaggi alla sua filmografia.

Il titolo italiano “Frank Costello Faccia d’angelo” sembra irrimediabilmente datato, ma in fondo basta un fotogramma di Alain Delon nella parte del Samourai per comprendere il linguaggio cinematografico di Melville: autore che nel  2017 è ancora contemporaneo. Un nome che dovremmo imparare a ricordare, cui dobbiamo la nostra visione del thriller, il giallo e il film poliziesco.

 

Marta Zoe Poretti

#1: Poetry is what happens when nothing else can (C.Bukowski)

#9Ottobre #VersiRibelli

“Lungo i rettilinei delle strade
Serrate in una sintesi lunare,
Gli incanti lunari mormorano
Dissolvono i piani della memoria
E tutte le sue chiare relazioni,
Le sue divisioni e precisioni
Ogni lampione che oltrepasso
Batte come un tamburo fatale,
E attraverso gli spazi del buio
La mezzanotte scuote la memoria come
Un pazzo scuote un geranio appassito.”

T.S. ELIOT

RHAPSODY ON A WINDY NIGHT (Rapsodia su una notte di vento)
da Love Song of J.Alfred Prufrock / Prufrock and Other Observations (1915)

Eliot Woolf

(*immagine da Pinterest : T.S. Eliot con Virginia Woolf)

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