#Oscar2018. Nessuna sorpresa: vince “la favola per tempi difficili” di Guillermo Del Toro

di Marta Zoe Poretti

Nessuna grande sorpresa (e una certa delusione) alla notte degli Oscar 2018: la giuria degli Academy Awards ha sostanzialmente ricalcato la linea dei Golden Globes e della Hollywood Foreign Press. Guillermo del Toro e La forma dell’acqua hanno portato a casa Miglior Regia e Miglior Film (strappando il titolo a Tre Manifesti a Ebbing, Missouri di Martin Mc Donagh). Neanche sul versante musicale l’Academy ha scelto di distinguersi premiando la cultura indipendente: niente Oscar per Jonny Greenwood e Il filo nascosto di Paul Thomas Anderson (il premio va a ancora a La forma dell’acqua e Alexander Desplat) e niente Oscar per Surfjan Stevens, candidato per la Miglior Canzone con Mistery of Love, splendido leimotiv per Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino (al suo posto, l’Oscar va al lezioso Remember Me per Coco, classico successo di marca Disney, premiato anche come Miglior Film d’animazione).

Ecco tutte le statuette assegnate nella notte del 4 Marzo

MIGLIOR FILM

La forma dell’acqua (The Shape of Water) di Guillermo Del Toro

Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino

L’ora più buia (The Darkest Hour) di Joe Wright

Dunkirk di Christopher Nolan

Get Out di Jordan Peele

Lady Bird di Greta Gerwig

Il Filo Nascosto (Phantom Thread) di Paul Thomas Anderson

The Post di Steven Spielberg

Tre Manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh

 

MIGLIOR REGIA

La forma dell’acqua, Guillermo del Toro

Dunkirk, Christopher Nolan

Get Out, Jordan Peele

Lady Bird, Greta Gerwig

Il Filo Nascosto, Paul Thomas Anderson

 

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA

Frances McDormand, Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

Sally Hawkins, The Shape of Water

Margot Robbie, I, Tonya

Saoirse Ronan, Lady Bird

Meryl Streep, The Post

 

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA

Gary Oldman, L’ora più buia

Timothee Chalemet, Chiamami col tuo nome

Daniel Day Lewis, Il Filo Nascosto

Daniel Kaluuya, Get Out

Denzel Washington, Roman J. Israel

 

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA

Alison Janney, I, Tonya

Mary J. Blige, Mudbound

Lesley Manville, Il Filo Nascosto

Laurie Metcalf, Lady Bird

Octavia Spencer, The Shape of Water

 

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA

Sam Rockwell, Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

Willem Dafoe, The Florida Project

Woody Harrelson, Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

Richard Jenkins, The Shape of Water

Christopher Plummer, Tutti i soldi del mondo

 

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE

Jordan Peele per Scappa (Get Out)

Emily V. Gordon e Kumail Nanjiani per The Big Sick

Greta Gerwig per Lady Bird

Guillermo del Toro e Vanessa Taylor perThe Shape of Water

Martin McDonagh per Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

 

MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE

James Ivory per Chiamami col tuo nome

Scott Neustadter e Michael H. Weber per The Disaster Artist

Scott Frank, James Mangold e Michael Green per Logan

James Mangold per Molly’s Game

Aaron Sorkin, Virgil Williams e Dee Rees per Mudbound

 

La grande attesa per Luca Guadagnino e Chiamami col tuo nome (l’ultima candidatura italiana agli Oscar risale a vent’anni fa, con La vita è bella di Roberto Benigni) finisce in una magra consolazione. L’unico premio va infatti all’autore della sceneggiatura: James Ivory. A 89 anni il maestro di Camera con vista (1985) e Quel che resta del giorno (1993) vince il suo primo Oscar per l’adattamento del romanzo di André Aciman.

Tre Manifesti a Ebbing, Missouri vince nelle persone dei suoi incredibili protagonisti: Frances Mc Dormand e Sam Rockwell, incarnazione dell’America profonda e della violenza come unica prospettiva sul mondo.

Il discorso di ringraziamento di Frances Mc Dormand diventa il clou della serata: in una Hollywood impegnata a riconfigurare i suoi standard dopo l’onda d’urto dello scandalo Weinstein, l’attrice ringrazia il marito Joel Cohen e il figlio adottivo Pedro (“2 maschi cresciuti da femministe”) e invita tutte le candidate in sala ad alzarsi in piedi:

«Tutte abbiamo storie da raccontare e progetti da finanziare. Ma non parliamone stasera durante le feste. Chiamateci tra tre, quattro giorni, nei vostri uffici naturalmente. O venite nel nostro, come credete meglio, e vi diremo tutto. Ho due parole prima di lasciarvi stasera, signore e signori: inclusion rider!»

L’inclusion rider è una clausola che può essere inserita in tutti i contratti legati allo spettacolo: prevede che donne, afroamericani e altre etnie vengano equamente rappresentate tra gli attori e il cast tecnico del film.

L’euforia e le risate di Frances Mc Dormand squarciano una cerimonia altrimenti pietrificata nella perfezione del glamour.

La celebrazione della diversità non poteva che spettare a Guillermo del Toro, autore dell’indimenticabile storia d’amore di due creature letteralmente ai margini della società: un mostro acquatico, utilizzato (o meglio torturato) come cavia, e l’inserviente che ogni giorno pulisce il laboratorio (rimasta muta in seguito a un incidente).

«Io sono un immigrato, come molti di voi, e negli ultimi 25 anni ho vissuto in un paese tutto nostro. Una parte è qui, una parte è in Europa, una parte è ovunque. Perché la cosa più importante che fa il nostro settore è cancellare le linee di confine, quando il resto del mondo vorrebbe renderle più profonde. Dovremmo continuare a sentirci così, invece di costruire muri.»

La sua “fairytale for troubled times” (favola per tempi difficili) nonostante le 13 nomination non ha ottenuto la vittoria epocale che molti speravano: ma l’incredibile complessità dell’universo che Del Toro ha saputo costruire non poteva che essere premiata con gli Oscar per il Miglior Film e per il Miglior Regista del panorama internazionale.

A dispetto del cinismo di parte della critica (compresa qualche improbabile accusa di plagio) il regista messicano ha decisamente vinto la sua scommessa: firmare la prima fiaba dove la bella non è così piacente e la bestia non deve trasformarsi per essere amata.

 

Ecco gli altri premi assegnati questa notte a Hollywood:

MIGLIOR FILM STRANIERO

A Fantastic Woman (Una donna fantastica) di Sebastian Lelio (Cile)

The Insult (L’insulto) di Ziad Doueiri (Libano)

Loveless di Andrey Zvyagintsev (Russia)

On Body and Soul (Corpo e anima) di Ildikó Enyedi (Ungheria)

The Square di Ruben Östlund (Svezia)

 

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE

Coco

Baby Boss

Ferdinand

Loving Vincent

The Breadwinner

 

MIGLIOR FOTOGRAFIA

Roger A. Deakins, Blade Runner 2049

Bruno Delbonnel, L’ora più buia

Hoyte van Hoytema, Dunkirk

Rachel Morrison, Mudbound

Dan Laustsen, The Shape of Water

 

MIGLIOR MONTAGGIO

Lee Smith, Dunkirk

Paul Machliss and Jonathan Amos, Baby Driver

Tatiana S. Riegel, I, Tonya

Sidney Wolinsky, The Shape of Water

Jon Gregory, Tre Manifest a Ebbing, Missouri

 

MIGLIOR COLONNA SONORA

Alexandre Desplat, The Shape of Water

Hans Zimmer, Dunkirk

Jonny Greenwood, Il filo nascosto

John Williams, Star Wars : Gli ultimi Jedi

Carter Burwell, Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

 

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE

Remember Me, Coco

Mighty River, Mudbound

Mystery of Love, Chiamami col tuo nome

Stand Up For Something, Marshall

This Is Me, The Greatest Showman

 

MIGLIOR SCENOGRAFIA

Paul D. Austerberry, Shane Vieau e Jeff Melvin, La Forma dell’acqua (The Shape of Water)

La Bella e la Bestia

Blade Runner 2049

L’ora Più Buia

Dunkirk

 

MIGLIORI EFFETTI VISIVI

John Nelson, Gerd Nefzer, Paul Lambert e Richard R. Hoover, Blade Runner 2049

Guardiani della Galassia Vol.2

Kong: Skull Island

Star Wars: Gli ultimi Jedi

The War – Il Pianeta delle Scimmie

 

MIGLIOR SONORO

Mark Mangini e Theo Green, Blade Runner 2049

Baby Driver

Dunkirk

The Shape of Water

Star Wars: Gli ultimi Jedi

 

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO

Richard King e Alex Gibson, Dunkirk

Baby Driver

Blade Runner 2049

The Shape of Water

Star Wars: Gli ultimi Jedi

 

MIGLIORI COSTUMI

Mark Bridges, Il filo nascosto

L’ora più buia

La bella e la bestia

La forma dell’acqua

Victoria & Abdul

 

MIGLIOR TRUCCO E ACCONCIATURE

L’Ora più Buia

Victoria & Abdul

Wonder

 

MIGLIOR DOCUMENTARIO

Icarus di Bryan Fogel e Dan Cogan

Abacus – Small enough to Jail di Steve James, Mark Mitten, Julie Goldman

Faces, Places di Agnès Varda, JR e Rosalie Varda

Last Man In Aleppo di Feras Fayyad, Kareem Abeed, Søren Steen Jespersen

Strong Island di Yance Ford and Joslyn Barnes

 

Gli Oscar delle categorie tecniche riaccendono un meritato spotlight su 2 opere a dir poco avveniristiche sul piano audiovisivo: Dunkirk di Christopher Nolan e Blade Runner 2049 di Denis Villeneuve.

Grande delusione invece per Il filo nascosto (Phantom Thread) di Paul Thomas Anderson: evidentemente l’Academy non è ancora pronta a celebrare il talento sottile e il linguaggio obliquo, unico e personale di uno tra i più grandi cineasti del nostro tempo. Nonostante le 6 candidature l’unico premio va ai Migliori Costumi e Mark Bridges, collaboratore storico dell’autore di Boogie Nights, Magnolia, Ubriaco d’amore, The Master e Vizio di forma. Sfuma anche il sogno di un ultimo premio per Daniel Day-Lewis, che grazie a PT Anderson e Il petroliere aveva vinto il suo terzo Oscar come Miglior Attore Protagonista. A onor del vero, in questo caso la statuetta era evidentemente destinata a Gary Oldman: il suo Winston Churchill è un esempio di mimesi destinato a fare scuola, mentre il film L’ora più buia ha il grande merito d’illuminare un passaggio essenziale (e poco noto) della Seconda Guerra Mondiale.

Tante nomination e nessun premio anche per “i giovani outsider” dell’edizione numero 90 degli Oscar: eppure, se parliamo di Timothée Chalamet, protagonista di Chiamami col tuo nome e presente anche nel primo lungometraggio scritto e diretto da Greta Gerwig, Lady Bird (in nomination per la Miglior Regia e il Miglior Film), non c’è alcun dubbio che ad Hollywood siano nate delle nuove stelle.

Termina così la più grande festa della cinematografia internazionale.

Quanto all’Italia, non resta che la dura realtà delle elezioni politiche: dalle nostre parti, favole e diversità sembrano destinate a tutt’altra fine.

Il #7Gennaio è la notte dei #GoldenGlobes. Tutte le nomination e i film più attesi del 2018

Per parlare dei film più attesi del 2018, come ogni hanno avremo a disposizione una guida a dir poco impagabile: le nomination e i premi assegnati nella Notte dei Golden Globe.

Se gli Oscar conservano saldamente l’aura del premio più celebre al mondo, quando parliamo di Stati Uniti e Occidente in genere, il globo d’oro è certo al secondo posto.

Leggenda vuole che i Golden Globes rappresentino una sorta di anticamera all’Oscar: senza escludere eccezioni e colpi di scena, è frequente che le candidature dell’Academy confermino quelle già espresse dalla Hollywood Foreign Press Association (HFPA): una giuria che riunisce circa 90 giornalisti dalle stampa cinematografica internazionale.

In concreto, le differenze tra Oscar e Golden Globe sono poche, ma decisive. A partire proprio dai giurati: se i Golden Globe vengono assegnati dalla stampa estera, a decidere i destini degli Oscar è invece l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences (AMPAS), associazione onoraria che riunisce migliaia di figure professionali, in modo da rappresentare gli innumerevoli,, diversi settori che compongono l’industria cinematografica statunitense.

Le due giurie riflettono l’eterna ambivalenza tra critica e industry, America e resto del mondo. Scopo del gioco: conquistare entrambi, rastrellando premi a destra e sinistra (vedi l’eclatante caso di La La Land di Damien Chazelle).

Altre differenze sostanziali tra Oscar e Golden Globe: i primi riguardano solo ed esclusivamente il cinema, i secondi attraversano grande e piccolo schermo, coinvolgendo anche le serie televisive. Non solo: le categorie dei Golden Globe sono molto più numerose, già che non si riferiscono genericamente a migliori film e attori, ma separano la Commedia dal Dramma, le serie e mini serie tv.

Quest’anno, a presentare la cerimonia dei Golden Globe sarà una star del Saturday Night Live: Seth Myers. E se il nome non vi dice nulla, niente paura: anche la stragrande maggioranza delle nomination si riferisce a film che non sono ancora stati distribuiti in Italia, ma costituiscono una perfetta guida ai film più attesi del 2018.

Tra questi:

THE SHAPE OF WATER di Guillermo del Toro (Leone D’oro e vincitore incontrastato alla Mostra del Cinema di Venezia 2017) favorito con 7 nomination nelle categorie principali, seguito da 6 nomination per TRE MANIFESTI A EBBING, MISSOURI di Martin McDonagh (un capolavoro vero, con Frances Mac Normand, Woody Harrelson, Sam Rockwell e Peter Dinklage, premiato ancora a Venezia per la Migliore Sceneggiatura) e THE POST di Steven Spielberg.

Ben 4 nomination per un film italiano: CALL ME BY YOUR NAME (Chiamami con il tuo nome) di Luca Guadagnino, già acclamato a Sundance e Toronto Film Festival. 4 nomination per LADY BIRD di Greta Gerwig, 3 nomation per DUNKIRK di Christopher Nolan, THE GREATEST SHOWMAN di Michael Gracey (con Hugh Jackman e Michelle Williams) e TUTTI I SOLDI DEL MONDO di Ridley Scott (già tristemente noto per il licenziamento di Kevin Spacey, sostituito da Christopher Plummer). Un buon successo anche per I,TONYA di Craig Gillespie (presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2017).

Ma ecco l’elenco completo di tutte le nomination per il Cinema:

MIGLIOR FILM DRAMMATICO

Chiamami col tuo nome

Dunkirk

The Post

The Shape of Water

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

 

MIGLIOR FILM COMMEDIA O MUSICALE

The Disaster Artist

Get Out

The Greatest Showman

I, Tonya

Lady Bird

 

MIGLIOR REGISTA

Guillermo Del Toro, The Shape Of Water

Martin McDonagh, Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Christopher Nolan, Dunkirk

Ridley Scott, Tutti i soldi del mondo

Steven Spielberg, The Post

 

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM DRAMMATICO

Jessica Chastain, Molly’s Game

Sally Hawkins, The Shape of Water

Frances McDormand, Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Meryl Streep, The Post

Michelle Williams, Tutti i soldi del mondo

 

MIGLIOR ATTORE IN UN FILM DRAMMATICO

Timothée Chalamet, Chiamami col tuo nome

Daniel Day-Lewis, Il filo nascosto (Phantom Thread)

Tom Hanks, The Post

Gary Oldman, L’ora più buia

Denzel Washington, Roman J. Israel

 

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM COMMEDIA O MUSICALE

Judi Dench, Victoria & Abdul

Margot Robbie, I, Tonya

Saoirse Ronan, Lady Bird

Emma Stone, La battaglia dei sessi

Helen Mirren, Ella & John (The Leisure Seeker)

 

MIGLIOR ATTORE IN UN FILM COMMEDIA O MUSICALE

Steve Carell, La battaglia dei sessi

Ansel Elgort, Baby Driver

James Franco, The Disaster Artist

Hugh Jackman, The Greatest Showman

Daniel Kaluuya, Get Out

Tanto per iniziare con del tifo (non necessariamente imparziale), tra le migliori attrici per una Commedia troviamo 2 autentiche regine: Judi Dench, alias Imperatrice Vittoria per lo splendido VICTORIA & ABDUL di Stephen Frears (premiato a Venezia da Jaeger-Le Coultre), in gara contro Helen Mirren, protagonista dell’ultimo film di Paolo Virzì, THE LEISURE SEEKER (titolo italiano: Ella & John).

L’ultimo film di Stephen Frears – ennesimo gioiello in una filmografia che attraversa tutti i generi e le sfumature del Cinema inglese – è stato distribuito in italia alla fine di Ottobre 2017, passando purtroppo quasi inosservato. Ma questo è davvero un consiglio: recuperate la storia dell’amicizia tra Victoria e il suo fido consigliere delle Indie, basata su fatti realmente accaduti, o meglio su uno scandalo che è rimasto accuratamente nascosto per oltre un secolo – e che naturalmente parlano al presente, all’Inghilterra e all’Europa che sembrano andare indietro invece che avanti (quantomeno in termini di diversità e apertura all’altro).

Ella & John (con Helen Mirren e Donald Sutherland) è invece atteso nelle nostre sale per Giovedì 18 Gennaio: il primo film americano di Paolo Virzì è una delle uscite più significative della nuova stagione cinematografica.

Passando alla candidature i protagonisti maschili, meriterebbe certo un premio Daniel Day-Lewis: PHANTOM THREAD (Il filo nascosto) di Paul Thomas Anderson è infatti annunciato come l’ultimo film della sua carriera.

Daniel Day-Lewis aveva già lavorato con P.T. Anderson a Il Petroliere (2007), vincendo il suo secondo Oscar dopo Il mio piede sinistro (1989) di Jim Sheridan. E dell’incredibile filmografia dell’attore irlandese, citeremo almeno un altro film di Sheridan, Nel nome del padre (1994), oltre a L’ultimo dei Mohicani di Michael Mann (1992), L’età dell’innocenza (1993) e Gangs of New York (2002) di Martin Scorsese.

Phantom Thread (Il filo nascosto) è l’ottavo lungometraggio scritto e diretto da P.T. Anderson, ex enfant prodige di Boogie Nights (1996), Magnolia (2000) e Ubriaco d’amore (Punch-drunk love, 2002), che in questa fase continua a sperimentare a riscrivere la sua poetica, firmando un film già acclamato come un capolavoro. Ambientato negli anni ’50 a Londra, nella fiorente industria della moda inglese, Il filo nascosto è la storia dello stilista Raymond Woodcock. Ovvero: P.T.A. racconta (ancora una volta) la storia di un uomo chiuso ermeticamente nella propria routine, apparentemente incapace di aprirsi al più piccolo cambiamento, la cui vita viene invece sconvolta dall’ingresso di una donna e di un sentimento inarrestabile.

Anche la colonna sonora, firmata da Johnny Greenwood dei RADIOHEAD, è candidata ai Golden Globe 2018: una delle molte ragioni che fanno di Phantom Thread (Il filo nascosto) – atteso in Italia per il 22 Febbraio e distribuito da Universal Pictures- uno dei film più attesi di tutto il 2018.

Proseguiamo con le nomination per il miglior film straniero (grande favorito THE SQUARE di Ruben Östlund, già vincitore della Palma d’Oro alla Festival di Cannes, ancora in programmazione in molte sale italiane).

Tra gli outsider, grande attesa anche per OLTRE LA NOTTE di Fatih Akin (uno dei registi più importanti della scena tedesca, già autore de La sposa turca, Ai confini del paradiso, The Sound of Istanbul e Soul Kitchen): l’uscita in Italia del film è prevista per il 1 Marzo 2018.

 

MIGLIOR FILM STRANIERO

First They Killed My Father (Per primo hanno ucciso mio padre) di Angelina Jolie (Cambogia)

In the Fade (Oltre la notte) di Fatih Akin (Germania)

Loveless di Andrey Zvyagintsev (Russia)

The Square di Ruben Östlund (Svezia)

A Fantastic Woman di Sebastián Leli (Cile)

 

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE

Baby Boss

The Breadwinner

Coco

Loving Vincent

Ferdinand

 

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA

Mary J. Blige, Mudbound

Hong Chau, Downsizing

Allison Janney, I, Tonya

Laurie Metcalf, Lady Bird

Octavia Spencer, The Shape of Water

 

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA

Willem Dafoe, The Florida Project

Armie Hammer, Chiamami col tuo nome

Richard Jenkins, The Shape of Water

Christopher Plummer, Tutti i soldi del mondo

Sam Rockwell, Tre manifesti a Ebbing, Missouri

 

MIGLIORE SCENEGGIATURA

The Shape of Water, Guillermo del Toro e Vanessa Taylor

Lady Bird, Greta Gerwig

The Post, Liz Hannah e Josh Singer

Tre manifesti a Ebbing, Missouri, Martin McDonagh

Molly’s Game, Aaron Sorkin

 

MIGLIORE COLONNA SONORA ORIGINALE

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

The Shape of Water

Il filo nascosto (Phantom Thread)

The Post

Dunkirk

 

MIGLIORE CANZONE ORIGINALE

“Home”, Ferdinand

“Mighty River”, Mudbound

“Remember Me”, Coco

“The Star”, Gli eroi del Natale

“This Is Me”, The Greatest Showman

 

Nella notte di questa Domenica 7 Gennaio scopriremo i vincitori dei Golden Globe 2018. Ma il dato significativo per le nostre attività di cinefili impenitenti e spettatori innamorati è che il 2018 si preannuncia quanto mai ricco di novità cinematografiche (diversamente dal grigiore che, almeno nella seconda parte, ha caratterizzato il 2017 appena archiviato).

In programmazione dal 25 Dicembre, troverete ancora in sala THE GREATEST SHOWMAN di Michael Gracey: il musical dedicato alla nascita del Circo Barnum. Un esempio di intrattenimento puro, per un concept di musical moderno, le cui musiche (non a caso) appartengono agli stessi autori di La La Land.  I protagonisti Hugh Jackman e Michelle Williams sono la chiave di volta di un film insieme magico e iper-realistico: anche in veste di performer, il loro approccio al personaggio resta impressionante, credibile, reale; completamente privo di quelle derive virtuosistiche e leziose che (spesso) caratterizzano il genere.

Oltre ai già citatati Ella & John di Paolo Virzì (18 Gennaio), The shape of water di Guillermo del Toro (14 Febbraio)Phantom Thread (Il filo nascosto) di P.T. Anderson (22 Febbraio) e Oltre la notte di Fatih Akin (1 Marzo)– che siano candidati a Golden Globe, Oscar, Emmy Award oppure premiati dai grandi Festival europei – ecco i film da non perdere nei primi mesi dell’anno 2018:

4 Gennaio TUTTI I SOLDI DEL MONDO di Ridley Scott (con Michelle Williams, Mark Walbergh e Christopher Plummer)

11 Gennaio 3 MANIFESTI A EBBING, MISSOURI di Martin McDonagh (con Frances McDormand, Woody Harrelson, Sam Rockwell e Peter Dinklage)

25 Gennaio CHIAMAMI CON IL TUO NOME di Luca Guadagnino (con Armie Hammer e Timothée Chalamet)

8 Febbraio THE PARTY – A COMEDY OF TRAGIC PROPORTIONS di Sally Potter (con Kristin Scott Thomas, Timothy Spall, Bruno Ganz, Cillian Muphy, Cherry Jones ed Emily Mortimer)

22 Marzo I,TONYA di Greg Gillespie  (con Margot Robbie, Sebastian Stan)

19 Aprile LADYBIRD di Greta Gerwig (con Saoirse Ronan, Laurie Metcalf e Lucas Hedges)

25 Aprile THE KILLING OF A SACRED DEER di Yorgos Lanthimos (con Nicole Kidman, Alicia Silverson e Colin Farrell)

 

Tra i candidati ai Golden Globe 2018 anche Jude Law, protagonista di THE YOUNG POPE, prima serie televisiva del nostro prode Paolo Sorrentino.

A proposito dei film più importanti del 2018: non conosciamo ancora la data d’uscita per LORO, l’attesissimo nuovo lungometraggio che Sorrentino ha dedicato alla figura di Silvio Berlusconi. In compenso, sappiamo che ha già scatenato l’ira funesta del Cavaliere, pronto a una nuova feroce campagna elettorale.

Altra buona notizia: nel 2018 Sorrentino tornerà anche sul set della scandalosa serie ambientata in Vaticano – la cui seconda stagione è attesa con il titolo THE NEW POPE.

Appuntamento intanto a questa notte con i Golden Globe 2018: la cerimonia è in diretta a partire dalle 23.30 su Sky Atlantic HD.

 

 

Marta Zoe Poretti

#GoldenGlobes2018

#Bestof2017 : #LaLaLand di Damien Chazelle, con Emma Stone e Ryan Gosling. *categoria: FC (fuoriclasse)

Anticipato da 7 Golden Globe vinti su 7 nomination, 
dall’aura dei record e dal clamore internazionale – forte di premi 
di ogni sorta, dalla Mostra del Cinema di Venezia alla 
Notte degli Oscar – il 26 febbraio 2017 abbiamo effettivamente 
visto il film del miracolo: La La Land di Damien Chazelle. 
Emma Stone e Ryan Gosling sono i protagonisti del blockbuster 2.0, 
il musical-non-musical che promette di riunire magicamente pubblico 
e critica, incantando perfino i più intolleranti alla formula 
sogni-amore-balletti.  
La La Land è il film dell’anno, forse del decennio.  
Non sono solo i numeri a farne il nuovo Titanic: se il colossal 
degli anni ’90 racconta una storia di emancipazione e riscatto, 
rappresentando con un amore impossibile il sogno e l’incubo 
americano, La La Land è il perfetto upgrade per il nuovo millennio. 
Sebastian sogna il Jazz, Mia sogna Hollywood: Los Angeles è lo 
spettacolo continuo di aspirazioni che si realizzano o s’infrangono. 
Per qualche settimana, City of Stars è la canzone che tutti 
sembravamo cantare, indipendentemente dall’essere innamorati, 
infastiditi o indifferenti al film. 
Un motivetto carico di malinconia, immagine del vuoto lancinante 
di due o tre generazioni - dove la nostalgia dell'età 
dell'oro che è sempre più distante diventa la base della più 
romantica delle storie, dove la rinuncia all'amore non è che
un inevitabile, fatale danno collaterale.

marta zoe poretti

 

*Questa nota è stata scritta per I MIGLIORI FILM DEL 2017: un articolo che racchiude ben 30 titoli, per quella che, molto più di una classifica, è una splendida ed eterogenea visione collettiva, pubblicata oggi su L’INDIEPENDENTE

(che ringrazio e vi invito a scoprire, per questa e mille altre ragioni):

http://www.lindiependente.it/migliori-film-del-2017/

#MZP

#filmlovers #cinemalovers #bestfilmsof2017

#GoldenGlobes #11Dicembre: annunciate tutte le nomination per il cinema

Tra le breaking news di questo freddo Lunedì 11 Dicembre, Sharon Stone e altre icone di Hollywood hanno presentato ufficialmente tutte le nomination ai Golden Globe (che rappresentano da ben 75 anni il più affidabile prologo agli Academy Award). Senza escludere eccezioni e colpi di scena, spesso la candidature agli Oscar confermano le simpatie espresse dalla Hollywood Foreign Press Association (HFPA): giuria che riunisce circa 90 giornalisti dalle stampa cinematografica internazionale.

In concreto, se gli Oscar mantengono l’aura del più celebre premio cinematografico al mondo, il globo d’oro è senz’altro al secondo posto.

Le differenze tra Oscar e Golden Globe sono poche ma decisive. A partire dai giurati: se i globi vengono assegnati dalla stampa estera, a decidere i destini degli Oscar è invece l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences (AMPAS), associazione onoraria che riunisce migliaia di figure professionali, legate ai diversi settori dell’industria cinematografica statunitense.

In altre parole: le due giurie riflettono l’eterna ambivalenza tra critica e industry, America e resto del mondo. Scopo del gioco: conquistare entrambi, rastrellando premi a destra e sinistra (vedi l’eclatante caso di LA LA LAND di Demian Chazelle).

Altre differenze sostanziali tra Oscar e Golden Globe: i primi riguardano solo ed esclusivamente il cinema, i secondi attraversano invece grande e piccolo schermo, coinvolgendo anche le serie televisive. Non solo: le categorie dei Golden Globe sono molto più numerose, già che non si riferiscono genericamente a migliori film e attori, ma separano la commedia dal dramma.

L’appuntamento con i Golden Golbes è per la notte del 7 Gennaio 2018, al Beverly Hilton Hotel di Los Angeles.

A fare gli onori di casa, la star di Saturday Night Live Seth Myers…

E se il nome non vi dice nulla, niente paura: anche la stragrande maggioranza delle nomination si riferisce a film non ancora usciti nelle nostre sale (ma che arriveranno nei prossimi mesi).

Tra questi:

THE SHAPE OF WATER di Guillermo del Toro (Leone D’oro alla Mostra del Cinema di Venezia) favorito con 7 nomination nelle categorie principali, seguito da 6 nomination per TRE MANIFESTI A EBBING, MISSOURI di Martin McDonagh (con Frances Mac Normand e Sam Rockwell) e THE POST di Steven Spielberg.

Ben 4 nomination per un film italiano: CALL ME BY YOUR NAME di Luca Guadagnino, già acclamato a Sundance e Toronto Film Festival. 4 nomination anche per LADY BIRD di Greta Gerwig, 3 per DUNKIRK di Christopher Nolan, THE GREATEST SHOWMAN di Michael Gracey (con Hugh Jackman e Michelle Williams), TUTTI I SOLDI DEL MONDO di Ridley Scott (tristemente noto per il licenziamento di Kevin Spacey, sostituito da Christopher Plummer).

Un buon successo anche per I,TONYA di Craig Gillespie (presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2017).

 

Ecco l’elenco completo di tutte le nomination per il cinema:

MIGLIOR FILM DRAMMATICO

Chiamami col tuo nome

Dunkirk

The Post

The Shape of Water

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

MIGLIOR FILM COMMEDIA O MUSICALE

The Disaster Artist

Get Out

The Greatest Showman

I, Tonya

Lady Bird

MIGLIOR REGISTA

Guillermo Del Toro, The Shape Of Water

Martin McDonagh, Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Christopher Nolan, Dunkirk

Ridley Scott, Tutti i soldi del mondo

Steven Spielberg, The Post

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM DRAMMATICO

Jessica Chastain, Molly’s Game

Sally Hawkins, The Shape of Water

Frances McDormand, Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Meryl Streep, The Post

Michelle Williams, Tutti i soldi del mondo

MIGLIOR ATTORE IN UN FILM DRAMMATICO

Timothée Chalamet, Chiamami col tuo nome

Daniel Day-Lewis, Il filo nascosto (Phantom Thread)

Tom Hanks, The Post

Gary Oldman, L’ora più buia

Denzel Washington, Roman J. Israel

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM COMMEDIA O MUSICALE

Judi Dench, Victoria & Abdul

Margot Robbie, I, Tonya

Saoirse Ronan, Lady Bird

Emma Stone, La battaglia dei sessi

Helen Mirren, Ella & John (The Leisure Seeker)

MIGLIOR ATTORE IN UN FILM COMMEDIA O MUSICALE

Steve Carell, La battaglia dei sessi

Ansel Elgort, Baby Driver

James Franco, The Disaster Artist

Hugh Jackman, The Greatest Showman

Daniel Kaluuya, Get Out

 

Tanto per iniziare con del tifo poco imparziale, tra le migliori attrici per una Commedia troviamo 2 autentiche regine: JUDI DENCH nei panni dell’imperatrice Vittoria per lo splendido VICTORIA & ABDUL di Stephen Frears  (che a Venezia ha ricevuto il premio alla carriera Jaeger-Le Coultre), in gara contro HELEN MIRREN, protagonista del nuovo film di Paolo Virzì, THE LEISURE SEEKER.

Tra i protagonisti maschili, meriterebbe certo un premio DANIEL DAY-LEWIS: PHANTOM THREAD (Il filo nascosto) di Paul Thomas Anderson è infatti annunciata come l’ultima interpretazione della sua carriera. Anche la colonna sonora del film, firmata da Johnny Greenwood dei RADIOHEAD, è candidata ai Golden Globes 2018.

Ma proseguiamo con le nomination, tra cui il miglior film straniero (grande favorito THE SQUARE, già vincitore della Palma d’Oro alla Festival di Cannes, nonché tra i pochi titoli attualmente in sala).

Tra gli outsider stranieri, grande attesa anche per OLTRE LA NOTTE di Fatih Akin (il regista de La sposa turca, Ai confini del paradiso, The Sound of Istanbul e Soul Kitchen).

 

MIGLIOR FILM STRANIERO

First They Killed My Father (Per primo hanno ucciso mio padre) di Angelina Jolie (Cambogia)

In the Fade (Oltre la notte) di Fatih Akin (Germania)

Loveless di Andrey Zvyagintsev (Russia)

The Square di Ruben Östlund (Svezia)

A Fantastic Woman di Sebastián Leli (Cile)

 

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE

Baby Boss

The Breadwinner

Coco

Loving Vincent

Ferdinand

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA

Mary J. Blige, Mudbound

Hong Chau, Downsizing

Allison Janney, I, Tonya

Laurie Metcalf, Lady Bird

Octavia Spencer, The Shape of Water

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA

Willem Dafoe, The Florida Project

Armie Hammer, Chiamami col tuo nome

Richard Jenkins, The Shape of Water

Christopher Plummer, Tutti i soldi del mondo

Sam Rockwell, Tre manifesti a Ebbing, Missouri

MIGLIORE SCENEGGIATURA

The Shape of Water, Guillermo del Toro e Vanessa Taylor

Lady Bird, Greta Gerwig

The Post, Liz Hannah e Josh Singer

Tre manifesti a Ebbing, Missouri, Martin McDonagh

Molly’s Game, Aaron Sorkin

MIGLIORE COLONNA SONORA ORIGINALE

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

The Shape of Water

Il filo nascosto (Phantom Thread)

The Post

Dunkirk

MIGLIORE CANZONE ORIGINALE

“Home”, Ferdinand

“Mighty River”, Mudbound

“Remember Me”, Coco

“The Star”, Gli eroi del Natale

“This Is Me”, The Greatest Showman

 

Marta Zoe Poretti

#thelovingmemory

#GoldenGlobes

 

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