#PapaFrancesco #UomodiParola: la recensione del film di #WimWenders (in sala dal 4 al 7 #Ottobre con #Universal Pictures)

di Marta Zoe Poretti

La recensione in anteprima per FABRIQUE DU CINEMA:  

http://www.fabriqueducinema.com/cinema/recensioni/papa-francesco-uomo-di-parola-il-messaggio-di-speranza-di-wim-wenders/

***La filmografia di Ernst Wilhelm Wenders (nato il 14 Agosto del 1945 a Dusseldorf, diplomato all’Academy of Film and Television di Monaco) è stata sempre equamente divisa tra fiction e documentario. Dopo il Leone d’oro alla Mostra del Cinema di Venezia per Lo stato delle cose (1982) il nome di Wenders resta indissolubilmente legato a Paris, Texas (1984) e Il cielo sopra Berlino (1987). Ma è nel 1999, con il documentario Buena Vista Social Club, che sembra ottenere davvero il successo internazionale. Di lì a breve il Cinema del Reale reclama la sua grande stagione di rinascita, chiede di riscrivere i confini, non solo come scelta d’elezione per la cinematografia indipendente: vuole incontrare la sala, il grande pubblico.

Questo limite invalicabile, quello tra finzione e reale, nel linguaggio di Wenders non c’è mai stato. Non c’è mai stata soluzione di continuità tra parola e silenzio, scrittura per immagini, road movie e spirito del Roc’k’Roll: anime che s’incontrano in un dialogo ininterrotto, che è l’essenza del suo cinema.

Continua a leggere “#PapaFrancesco #UomodiParola: la recensione del film di #WimWenders (in sala dal 4 al 7 #Ottobre con #Universal Pictures)”

LA STANZA DELLE MERAVIGLIE. La recensione in anteprima del film di Todd Haynes con Julianne Moore

di Marta Zoe Poretti

Tra le novità al cinema da Giovedì 14 Giugno anche La stanza delle meraviglie: adattamento cinematografico del bestseller di Brian Selznick. L’autore de La straordinaria avventura di Hugo Cabret (divento un film pluri premio Oscar grazie a Martin Scorsese) firma anche la sceneggiatura di questo nuovo viaggio di formazione, visto, raccontato e sentito dal punto di vista di due bambini. E in questo caso punto di vista non è semplicemente una formula letteraria: i protagonisti de La stanza delle meraviglie, infatti, sono due piccoli non udenti, che non conoscono ancora il linguaggio dei segni, eppure non hanno alcun timore, quando decidono di partire alla scoperta di un mondo tanto attraente quanto ostile.

Continua a leggere “LA STANZA DELLE MERAVIGLIE. La recensione in anteprima del film di Todd Haynes con Julianne Moore”

#Loro: la recensione del film in 2 parti di Paolo Sorrentino

di Marta Zoe Poretti

*la recensione è pubblicata anche su Lindiependente

Con il 10 Maggio arriva in sala Loro 2: seconda e ultima parte del nuovo film di Paolo Sorrentino, nato per indagare il mistero, il fascino e forse perfino l’anima dell’uomo noto col nome di Silvio Berlusconi. Ma non chiamatelo film politico: l’ardita parabola di Sorrentino non ha alcuna pretesa di analisi storica. Piuttosto, obiettivo del cineasta napoletano era costruire un affresco complesso, che lasciasse ampio margine a digressioni, allegorie e quella variopinta corte di amici, galoppini e saltimbanchi che circondano l’imprenditore che ha fatto di sé “un paradiso in carne e ossa”. E se “mistero” è la parola chiave, è altrettanto chiara l’intenzione di Sorrentino: “cinema e letteratura sono gli ultimi avamposti della comprensione” – ha risposto alle immancabili critiche emerse nel corso della conferenza stampa romana, rivendicando un’idea di cinema che non giudica e non condanna, ma sceglie la tenerezza come “tono rivoluzionario”.

Al netto di qualunque considerazione, non c’è dubbio che Sorrentino sia un autore indomito, nonché provvisto di notevole coraggio: se la divisione del lungometraggio in due capitoli l’ha automaticamente escluso dal Festival di Cannes (a differenza di Matteo Garrone, attualmente in concorso con Dogman), la scelta di non rappresentare Berlusconi come “male assoluto” avrà certo scontentato chi aspettava una variante surreale de Il caimano di Nanni Moretti (2006).

Disagio, pochezza, solitudine e un profondo, inarrestabile terrore dell’oblio e la vecchiaia sono le sensazioni che sembrano guidare tutti i personaggi del film. In realtà, Loro 1 rappresenta una sorta di lunga introduzione: protagonista assoluto dei primi 60 minuti è infatti Sergio Morra (Riccardo Scamarcio), figura chiaramente ispirata a Gianpaolo Tarantini, spregiudicato arrampicatore di provincia, capace d’intuire che la via più diretta per arrivare a Berlusconi è riunire in epiche feste le migliori escort sul mercato. La prima parte di Loro diventa così un tetro succedersi di balletti, sessioni di sesso e (letteralmente) un pioggia di ecstasy e cocaina.

Altre figure chiave, la cui identità è un mix di riferimenti reali e deformazioni grottesca: Kira (Kasia Smutniak), variazione di Sabina Began, anche detta l’“ape regina” dei party berlusconiani, legata al Presidente da un sofferto sentimento d’amore, Cupa Caiafa (Anna Bonaiuto), che ricorda decisamente Daniela Santanché, e poi Santino Recchia (Fabrizio Bentivoglio): il personaggio che più ha scatenato la fantasia dei rotocalchi, già che recita poesie come Sandro Bondi, indossa camicie vistose come Roberto Formigoni, ma mira alla leadership del Centro-Destra come (forse) in quegli anni il segretario Angelino Alfano.

Se la prima parte del film (che non ha convinto buona parte di pubblico e critica) sembra indulgere eccessivamente sullo scenario, la seconda parte è tutta per Lui: Silvio Berlusconi. Toni Servillo apre Loro 2 con una sequenza da vero mattatore: nella parte di Silvio e il suo doppio, Ennio Doris (Presidente di Banca Mediolanum e prediletto tra  gli epigoni), Servillo è una perfetta marionetta da Teatro dei Pupi, che agita braccia e mani con eloquenza e precisione, portandoci finalmente al vivo del film, ovvero la storia del “più grande venditore d’Italia”.

Il film inizia nel 2006, quando Berlusconi si trova suo malgrado all’opposizione per poche migliaia di voti: dall’intuizione di sedurre i 6 senatori che determineranno la caduta del governo, vedremo il Presidente ferito superare ansie, depressione e la tristezza per la fine del matrimonio con Veronica (che in Loro 1 aveva cercato di riconquistare), ma anche perdere progressivamente interesse per il potere, mentre avanza l’armata di giovanette e soubrettine.

loro berlusconi veronica

Oltre all’incredibile cast di attori (tutti folgoranti, dalle comparse a un Toni Servillo in stato di grazia, affiancato da una eccellente Elena Sofia Ricci nella parte di Veronica Lario), con Loro 2 Sorrentino realizza un film davvero efficace: non serve condanna né giudizio, infatti, laddove la tristezza della realtà supera anche la più sfrenata immaginazione. Un’immagine su tutte: il sorriso smagliante di Berlusconi in visita tra le macerie dell’Aquila, devastata dal terremoto del 6 Aprile 2009.

Certo, la divisione in due parti non convince del tutto, tanto che sembra ormai ufficiale un nuovo montaggio per la distribuzione all’estero (e molti spettatori potrebbero scegliere di vedere direttamente Loro 2, senza passare dalla sua ricca introduzione). La sceneggiatura risulta sbilanciata in modo quasi stridente: i protagonisti di Loro 1 nella seconda parte quasi scompaiono, liquidati con poche battute, mentre la stessa struttura del film, che prima indulge su digressioni oniriche, con l’immancabile passaggio di animali mitici, pecore e rinoceronti, diventa improvvisamente più concreta, serrata, arrivando seriamente al cuore del personaggio.

loro cf1

Anche questa volta, Sorrentino si conferma un autore che non accetta limiti né compromessi, senza la minima preoccupazione di compiacere il pubblico, meno che mai la stampa cinematografica. A loro volta, gli spettatori si divideranno nelle consuete, inconciliabili fazioni: da un lato chi resta sedotto da un cinema estetizzante, complesso e sontuoso, dall’altro chi trova auto-compiaciute e irritanti le sue derive anti-narrative.

Di certo, Loro di Paolo Sorrentino è il nuovo esempio di un cinema che non potrà mai lasciarci indifferenti, confermando lo stile unico di un cineasta che non teme gli abissi dello squallore umano, ostinatamente in bilico tra provocazione e tenerezza, reale e grottesco, fantasia e Storia.

 #thelovingmemory

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: