#PapaFrancesco #UomodiParola: la recensione del film di #WimWenders (in sala dal 4 al 7 #Ottobre con #Universal Pictures)

di Marta Zoe Poretti

La recensione in anteprima per FABRIQUE DU CINEMA:  

http://www.fabriqueducinema.com/cinema/recensioni/papa-francesco-uomo-di-parola-il-messaggio-di-speranza-di-wim-wenders/

***La filmografia di Ernst Wilhelm Wenders (nato il 14 Agosto del 1945 a Dusseldorf, diplomato all’Academy of Film and Television di Monaco) è stata sempre equamente divisa tra fiction e documentario. Dopo il Leone d’oro alla Mostra del Cinema di Venezia per Lo stato delle cose (1982) il nome di Wenders resta indissolubilmente legato a Paris, Texas (1984) e Il cielo sopra Berlino (1987). Ma è nel 1999, con il documentario Buena Vista Social Club, che sembra ottenere davvero il successo internazionale. Di lì a breve il Cinema del Reale reclama la sua grande stagione di rinascita, chiede di riscrivere i confini, non solo come scelta d’elezione per la cinematografia indipendente: vuole incontrare la sala, il grande pubblico.

Questo limite invalicabile, quello tra finzione e reale, nel linguaggio di Wenders non c’è mai stato. Non c’è mai stata soluzione di continuità tra parola e silenzio, scrittura per immagini, road movie e spirito del Roc’k’Roll: anime che s’incontrano in un dialogo ininterrotto, che è l’essenza del suo cinema.

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#MyFrenchFilmFestival. La recensione di UN MATRIMONIO di Stephan Streker

UN MATRIMONIO (NOCES) di Stephan Streker

La recensione del film in concorso per My French Film Festival

di Marta Zoe Poretti

Dal 19 Gennaio al 19 Febbraio 2018 torna per la sua ottava edizione 
MY FRENCH FILM FESTIVAL: un festival dal concept inedito, che si 
svolge solo ed esclusivamente on-line, creato per valorizzare e 
promuovere nel mondo il cinema francese di produzione indipendente. 
A disposizione degli spettatori di ben 90 paesi ci sono 
10 film e 10 cortometraggi, più svariate altre proposte nelle 
sezioni fuori concorso. Naturalmente è possibile votare, 
eleggendo come ogni anno il film vincitore del “Premio Lacoste 
del Pubblico”. 
Altri 2 premi saranno assegnati dalla Giuria della stampa 
internazionale e dalla Giuria dei cineasti 
(presidente per il 2018 il nostro prode Paolo Sorrentino). 

La visione di tutti i cortometraggi è gratuita. 
Per tutti gli altri film in programma, 
è possibile acquistare un singolo titolo in streaming 
o un pacchetto-festival.

Per tutte le altre informazioni rimandiamo al sito: 
www.myfrenchfilmfestival.com

 

Tra i titoli in concorso, The Loving Memory vi segnalo un film drammatico, presentato in anteprima per l’Italia alla Festa del Cinema di Roma 2016:

UN MATRIMONIO (NOCES) di Stephan Streker. 

Il film è ispirato a una storia vera, che nel 2007 ha sconvolto prima il Belgio, poi l’Europa intera, tristemente nota come il “caso Saida”.

Il lungometraggio di Stephan Streker ha il grande pregio di rileggere con sensibilità e tatto, senza facili proclami, una storia che rimanda a uno tra i temi più controversi del nostro tempo: la condizione femminile nella cultura islamica. Una questione che si presta a strumentalizzazioni e scontri feroci, dove a volte si confondono i piani del fondamentalismo, le difficoltà oggettive dell’integrazione, le derive terroriste e la difesa del diritto inderogabile alle libertà individuali.

Stryker è riuscito a realizzare un film che supera i confini nazionali, raccontando con grazia la tragedia di una ragazza pakistana nel conseguimento della maggiore età.

La protagonista di Un Matrimonio (Noces) è Zahira Kazim (Lina El Arabi). I suoi genitori hanno saputo costruire in Belgio una famiglia pakistana moderna: portano il dovuto rispetto alle tradizioni, ma sembrano aperti anche al cambiamento. Il problema è che una piccola deroga alla tradizione per Zahira non è abbastanza. Quando compie 18 anni, si aspetta che le venga lasciata la sua vita in Belgio. Di certo, non prevedeva le terribili conseguenze della sua ribellione.

La premessa lascia poco spazio all’interpretazione: il matrimonio, nella tradizione pakistana, è l’evento più importante della vita sociale.

Si tratta di un dato incontrovertibile, fuori da qualunque discussione. Il candidato è scelto dalla famiglia della sposa, ed è quasi sempre selezionato tra i cugini di primo grado, proprio per scongiurare eventuali problemi. Tutti sperano che la coppia possa effettivamente vivere felice. Non esiste nessuna preclusione verso i sentimenti, ma non sarà mai un fatto personale. Tutto questo avviene al compimento del diciottesimo anno d’età: le preferenze della sposa non hanno alcun valore, se comparate all’onore e il buon nome di una intera famiglia.

Quando il film inizia, vediamo che Zahira ha un ottimo con i suo genitori, soprattutto con suo fratello (interpretati da Lina El Arabi, Babak Karimi e Sébastien Houbani). Quando ha fatto un grosso sbaglio, ha ottenuto più sostegno e comprensione di quanto avvenga in moltre famiglie occidentali. La ragazza è libera di scegliere quando e come indossare il velo. Con la stessa disinvoltura può trasgredire il coprifuoco, andare in discoteca, ma non può assolutamente innamorarsi di un ragazzo belga. Rifiutare il matrimonio in Pakistan: questo significa distruggere ogni cosa.

Un Matrimonio è un film dalla dimensione privata. Come nella vera storia di Saida, tutte le domande restano senza risposta, il dialogo diventa sordo e le speranze cedono il passo a una tragedia annunciata. Il dramma diretto da Streker è misurato, privo di retorica, soprattutto, lascia spazio e rilievo alle ragioni di tutti. Zahira da un lato, al polo opposto i genitori, e al centro, condannato all’impossibile figura del mediatore, suo fratello Amir. Il conflitto è rappresentato interamente dai personaggi: le inquadrature ravvicinate dei loro volti sembrano scavare nella verità delle emozioni, affidate sempre più agli occhi, mentre le parole si fanno inutili.

“Voi sapete tutto, avete tutto, avete ragione su tutto e noi siamo i pazzi.”

Questa la risposta e la verità del padre, interprete di una frattura che sembra immune alla ragione e al tempo, come quella tra l’antica cultura pakistana e il paese d’accoglienza.

Un Matrimonio di Stephen Stryker è uno dei 10 lungometraggi in concorso per My French Film Festival.

Per la visione in streaming visitate il sito www.myfrenchfilmfestival.com

 

#thelovingmemory

#myfrenchfilmfestival

 

#DavidLynch alla Festa del Cinema di Roma. Storia di una breve domanda. #mzp

“Ogni puntata della terza stagione di Twin Peaks termina con una performance musicale. Oltre a David Bowie e Angelo Badalamenti, ci sono altri musicisti di riferimento per il tuo cinema, che vorresti nei tuoi prossimi progetti?”

Questa (in inglese e con troppa emozione) è la domanda che ho rivolto a David Lynch alla Festa del Cinema di Roma.

DAVID LYNCH:  Chrysta Bell è una cantante. La cosa straordinaria dei musicisti e i cantanti, in realtà soprattutto i cantanti, è che sono così abituati a esibirsi in pubblico. Per questo non hanno alcun genere di paura. Molti di loro possono essere attori grandiosi.”

 

Fatalmente, CHRYSTA BELL non è altri che la splendida Agente Speciale Tamara Preston nella terza stagione di TWIN PEAKS (2017).

Per la sua carriera di cantautrice, performer e musa, ecco 2 video firmati Chrysta Bell & David Lynch:

BACK SEAT (tratto dall’EP “Somewhere in the Nowhere”, 2016)

e ALL THE THINGS (2014):

 

 

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